{"id":20758,"date":"2026-04-20T10:38:33","date_gmt":"2026-04-20T07:38:33","guid":{"rendered":"https:\/\/www.iridaresort.gr\/?p=20758"},"modified":"2026-08-02T23:02:28","modified_gmt":"2026-08-02T20:02:28","slug":"methoni-castle","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.iridaresort.gr\/it\/methoni-castle\/","title":{"rendered":"Castello di Methoni"},"content":{"rendered":"<p>Il castello di Metoni \u00e8 uno dei pi\u00f9 importanti insiemi di fortificazioni greche. L'esempio di castello occupa tutta la costa sud-occidentale del Peloponneso, con un eccellente porto naturale, che in epoca medievale era una stazione sulla via dei pellegrini verso la Terra Santa e delle navi mercantili dall'Occidente all'Oriente. L'apice del castello risale al periodo veneziano (XIII-XV sec.).<\/p>\n<p>Nell'antichit\u00e0 Metoni era conosciuta con il nome di Pedaso. Omero la menziona come una delle sette citt\u00e0 che Agamennone offr\u00ec ad Achille per ingraziarselo e persuaderlo a riprendere la battaglia (Iliade, I, 149-153). Pausania (Messinica IV, 35, 1) e Strabone (Geografia 8 359-360) la chiamarono Mothoni e la identificarono con la citt\u00e0 omerica. Caratteristica \u00e8 la menzione di Tucidide per le mura fortificate, la cui forma ed estensione restano sconosciute fino ad oggi.<\/p>\n<p>In epoca romana la citt\u00e0 divenne autonoma dall'imperatore Traiano e fu dotata di migliori fortificazioni. Pausania menziona il tempio di Atena Anemotidos e il santuario di Artemide, e la citt\u00e0 salv\u00f2 monete raffiguranti il porto. Nel primo periodo cristiano il porto di Metone fior\u00ec come centro commerciale e stazione di rifornimento per le navi. Durante il periodo bizantino medio, una serie di timbri datati dal IX al XIII secolo ci forniscono informazioni sui servizi governativi e ecclesiastici nella citt\u00e0.<\/p>\n<p>I Veneziani compaiono per la prima volta sulla scena storica durante l'XI secolo, quando godono di privilegi sulla libera circolazione delle merci in diverse citt\u00e0 portuali dell'Impero Bizantino, tra cui Metone. Con la caduta dell'Impero Bizantino per mano dei Franchi nel 1204 (DStafroforia) e Metone testeranno il loro dominio. Il periodo franco durer\u00e0 fino al 1206, quando Metone fu occupata dai Veneziani e da un trattato firmato nel 1209 garant\u00ec loro il dominio sulla citt\u00e0.<\/p>\n<p>Durante il primo periodo della vita veneziana a Methoni organizzata secondo gli interessi di Venezia.<\/p>\n<p>La citt\u00e0 fu fortificata e sviluppata in un importante centro commerciale da quando fu definita tappa obbligatoria per tutte le navi veneziane dirette nel Mediterraneo orientale. Quella florida stagione per Methoni, termin\u00f2 nell'agosto dell'anno 1500 quando, dopo un sanguinoso assedio, venne conquistata dagli Ottomani. Il primo periodo di dominio ottomano dur\u00f2 fino al 1686 quando la citt\u00e0 fu assediata dal Morosini e torn\u00f2 in possesso dei veneziani. Nel 1715 gli Ottomani si resero per la seconda volta detentori di Methoni, la cui popolazione aument\u00f2 e il traffico commerciale nel porto.<\/p>\n<p>Durante la Rivoluzione Greca il castello di Metoni non fu catturato dai ribelli greci, nonostante i ripetuti sforzi compiuti, a causa della resistenza della popolazione fortificata ottomana. Nel 1825 Ibrahim sbarc\u00f2 nella citt\u00e0 portuale e si stabil\u00ec all'interno del castello, che divenne la base delle operazioni egiziane durante la loro campagna nel Peloponneso. Gli egiziani si arresero senza combattere nel 1828 alla forza di spedizione francese guidata dal generale Maison. L'insediamento fu quindi trasportato fuori dalle mura, \u00e8 il piano stradale della citt\u00e0 e il castello che per secoli fu il centro della vita sociale ed economica della citt\u00e0 \u00e8 deserto.<\/p>\n<p>Il porto e il castello di Metoni sono stati per secoli un importante snodo geopolitico per i rispettivi detentori, per il commercio economico e il trasporto dei viaggiatori nel Mediterraneo e dei pellegrini verso la Terra Santa.<\/p>\n<p>Il Castello di Metone \u2013 area di circa 93 acri \u2013 si compone di due parti. A sud si estende la citt\u00e0, cinta da mura semplici con torri a intervalli regolari mentre la parte settentrionale, irrobustita difensivamente in quanto pi\u00f9 vulnerabile, svilupp\u00f2 la fortezza della citt\u00e0, sede dell\u2019occasionale comandante militare. Le due sezioni sono separate da un basso muro intermedio rinforzato da cinque torri.<\/p>\n<p>Le mura della fortezza, protette da un ampio fossato e sorrette da due bastioni che dominano il lato nord del castello. Al centro dello stesso lato si apre il cancello d'ingresso principale, realizzato in conci squadrati di calcare e con un'elaborata decorazione a lesene. Il castello dispone di altre sei porte, tre delle quali sul lato del porto. La maggior parte delle porte si apriva al piano terra della torre ed era protetta da katafratti e feritoie.<\/p>\n<p>Le mura del castello, fatte di pietre squadrate con solido intonaco di legame, presentano merlature accessibili dal diavolo, accessibile dall'interno delle due parti del castello. Le mura furono rinforzate a intervalli con torri, la maggior parte delle quali \u00e8 conservata ad altitudine molto bassa. A seconda delle esigenze e dello sviluppo dell'architettura militare per affrontare le nuove esigenze dell'arte marziale, le mura furono rinforzate o ricostruite.<\/p>\n<p>All'interno del castello si conservano varie strutture. Nella parte centrale, nota come \u201cPiazza delle Armi\u201d, si trova il tempio I.V. Trasfigurazione, a navata unica con tetto in legno, probabilmente eretto in epoca veneziana.<\/p>\n<p>Nelle vicinanze e a contatto con il muro occidentale si trova un piccolo edificio quadrato con copertura piramidale che serviva da polveriera e risale al primo periodo veneziano. Lungo il corridoio principale del castello sono sopravvissuti due bagni ottomani composti da diverse stanze voltate, ognuna delle quali aveva usi diversi (spogliatoio, stanza tiepida e stanza calda). Risalgono al primo periodo di dominazione ottomana. A pochi passi si conserva la base del minareto di una moschea ora danneggiata. La moschea era stata costruita sul sito di una basilica, i cui muri esterni erano stati rinforzati con contrafforti. Forse si tratta della chiesa di San Giovanni Teologo.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Un elemento distintivo di Methoni \u00e8 il Mpoyrtzi, un piccolo forte epitalassio, costruito su un isolotto a sud del castello. Consiste in una torre ottagonale, circondata da un basso muro a pianta ottagonale. La torre \u00e8 costruita su due livelli ed \u00e8 coperta da una cupola semicircolare. Il piano terra ospita un cisterna quadrangolare. Una rampa conduce sia ai bracci del muro perimetrale sia al piano superiore della torre, che formava una stanza con cannoni attorno. Le pareti interne sono caratterizzate da nicchie per le travi che sostenevano quattro solai in legno, ora distrutti. La costruzione del forte inizi\u00f2 poco prima del 1500 ad opera dei veneziani e fu completata dagli ottomani nel XVI secolo.<\/p>\n<p>Mpoyrtzi faceva parte della fortezza marittima di Methoni e serv\u00ec a diversi scopi nel tempo: fu utilizzato come quartier generale della guarnigione per il controllo del porto, come faro, prigione e rifugio per i residenti in tempo di assedio.<\/p>\n<p>La maggior parte delle prove per il castello di Methoni proviene principalmente da viaggiatori e pellegrini che utilizzavano il porto come hub marittimo necessario durante i loro viaggi, registrando le loro impressioni, e da pittori e cartografi che pensarono di ritrarre il castello, offrendo preziosi<\/p>\n<p>Methoni (Prefettura di Messenia) Tel.: +30 27230 31255<\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>The castle of Methoni is one of the most important sets of Greek fortifications space. Exemplifies castle occupies the whole of the southwest coast of the Peloponnese, with an excellent natural harbor, which in medieval times was a station on the road of pilgrims to the Holy Land and cargo ships from West to East. 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