{"id":20764,"date":"2026-04-20T10:40:45","date_gmt":"2026-04-20T07:40:45","guid":{"rendered":"https:\/\/www.iridaresort.gr\/?p=20764"},"modified":"2026-04-20T10:42:06","modified_gmt":"2026-04-20T07:42:06","slug":"pylos-castles","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.iridaresort.gr\/it\/pylos-castles\/","title":{"rendered":"Castelli di Pylos"},"content":{"rendered":"<p>Il Peloponneso \u00e8 stato da sempre ingiustamente classificato da storici e medievisti degli ultimi secoli, come il luogo con il maggior numero di castelli in Grecia. E molti di essi, principalmente per la loro posizione di grandi fortezze, hanno avuto la possibilit\u00e0 di essere conservati fino ai nostri giorni, almeno in parte. Il forte di Pylos (Niokastro) inizi\u00f2 ad essere costruito dagli Ottomani nel 1573, poco dopo la loro sconfitta nella battaglia di Lepanto (1571). Lo scopo della sua costruzione era il controllo dell'ingresso meridionale nella baia di Navarino, poich\u00e9 ormai l'accesso settentrionale (Stretto Sykias o Faltsa Buka) e il porto nell'area della laguna Divari Rivari non potevano pi\u00f9 essere utilizzati a causa dell'insabbiamento.<\/p>\n<p>Denominata \u201cNiokastro\u201d in contrapposizione alla precedente fortezza di Kyryfasiou (Paliokastro o Vecchio Navarino), che controllava l'ingresso settentrionale del vecchio porto.<\/p>\n<p>Da allora Niokastro segu\u00ec il comune destino delle rimanenti roccaforti della zona implicate nelle vicende storiche che segnarono il luogo. Rimase in possesso dei Turchi fino al 1686, quando cedette ai Veneziani. Nel 1715 i Turchi riconquistarono Niokastro con Koroni e Palionavarino. Nel 1816 Ibrahim Pasci\u00e0 divenne signore del castello fino al 1828 quando quest\u2019ultimo fu liberato dal generale francese Maison. Dopo la liberazione della Grecia (durante la seconda guerra mondiale), il forte fu per un certo periodo adibito a carcere prima di essere finalmente ascritto al Servizio Archeologico. Sussistono dunque notevoli danni al monumento, riparazioni, alterazioni e delle aggiunte.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Nella sua forma attuale consiste in una cittadella esagonale e in bastioni di due cinte quadricolori, (quello di ponente, \u201cil Settimo\u201d, che controlla l'imboccatura della baia e quello di tramontana, il \u201cTzafer Pasci\u00e0\u201d o \u201cSanta Maura\u201c che domina il porto), mura cittadine che uniscono i predetti progetti, e le quattro torri cilindriche che amplifica. Dalla zona \u201centro le mura\u201d sono sopravvissute poche strutture. Tale informazione, peraltro, di Evliya Celebi, il quale volle che fosse costruita nel luogo dove in precedenza non vi era nulla, \u00e8 gi\u00e0 stata appurata per la sua esattezza da alcuna contraria evidenza prodotta durante l'esecuzioni dei lavori richiesti per la formazione di un \u201cCentro di Archeologia Subacquea\u201d.\u201d<\/p>\n<p>L'idea dell'istituzione di \u201ccentri\u201d si deve all'allora Sovrintendente delle Antichit\u00e0 subacquee, George Papathanasopoulos. Grazie a sforzi concertati, nella primavera del 1982 fu lanciato il progetto grazie a fondi resi disponibili dal Ministero delle Finanze attraverso l'Archeoclub. Dal 1991 le spese sono coperte da fondi gestiti da un apposito ente del Ministero della Cultura.<\/p>\n<p>Il fulcro della riabilitazione lavorativa e del nuovo utilizzo dei locali si concentra sull'acropoli dove ex celle carcerarie sono state trasformate in uffici, magazzini, aree di lavoro e alcune di esse, a forma di copertura a baldacchino aperto, per esigenze espositive semipetree. Allo stesso modo, la polveriera \u00e8 stata adibita a conferenze o esposizioni. Gi\u00e0 nel 1984 Niokastro ha ospitato la 3\u00aa Conferenza Internazionale di Archeologia Subacquea e da allora ha soddisfatto le esigenze di diversi eventi spirituali nella regione.<\/p>\n<p>Nel recente passato \u00e8 quasi completato il restauro del bastione cilindrico orientale, portante secondo la tradizione popolare il nome del Generale Makriyannis, con l'obiettivo di riformarlo in uno spazio espositivo permanente al coperto.<\/p>\n<p>Nell'ambito del programma edilizio del \u201ccentro\u201d \u00e8 stata restaurata la situazione preesistente di degrado dell'edificio della caserma della spedizione francese per il periodo 1827-1830. Denominata \u201cCaserma Maizonos\u201d dal nome del generale francese comandante. Al piano della \u201cCaserma\u201d sorgeva la biblioteca per le esigenze del \u201cCentro\u201d, che ospita anche la donazione della biblioteca \u201cMessinian\u201d dell'editore Notis Boat. Comprende spazio alloggio aggiuntivo \u2013 per soggiorni brevi o per ricercatori e altro personale.<\/p>\n<p>Il piano terra era destinato all'esposizione della collezione del filenico francese Rene Ruaux, che secondo il suo volere, doveva essere ospitata a Pylos. La maggior parte delle opere \u00e8 stata ospitata tra il 1961 e il 1984 presso il Museo Archeologico \u201cAntonopouleion\u201d e poi trasferita per conservazione ed esposizione. La parte rimanente, custodita dal 1936 presso il padiglione greco del Dame campus, \u00e8 stata trasferita nel 1986 alla Galleria Nazionale con la cura di G. Papathanasopoulos ed \u00e8 stata consegnata nel 1992 al Dipartimento di Antichit\u00e0 Subacquee al fine di condurla alla destinazione finale.<\/p>\n<p>Telefono: +30 27230 22897<\/p>\n<p>Paleocastro<\/p>\n<p>Il primo e dimenticato\u2026<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Il potente crociato franco di origine greca, Nicholas II de Saint Omer, cos\u00ec chiamato dalla popolazione greca \u201cSantameri\u201d e \u201cGeronikolas\u201d, fu colui che costru\u00ec questo castello, che oggi conosciamo come Paleocastro Old Navarino Pylos. Chi era questo Santameri? Rispondiamo subito: Nicholas II era il secondo signore franco pi\u00f9 importante di Tebe. L\u00ec suo padre, il primo signore della citt\u00e0, Trouble de Saint Omer, aveva costruito grazie alle ricchezze di sua moglie, la principessa Maria (figlia del re d'Antiochia e Tripoli Voimoundou VI), uno dei castelli pi\u00f9 rinomati e belli dell'epoca, che battezz\u00f2 con il nome del fondatore, il ricco. Di questo castello, o meglio di ci\u00f2 che ne rimane ancora oggi, ne parleremo pi\u00f9 in dettaglio un'altra volta, quando vagher\u00f2. Trouble muore, Nicholas eredita la baronia.<\/p>\n<p>Dopo molti anni e dopo la morte della sua prima moglie, il grande signore (ormai chiamato \u201cGeronikolas\u201d a causa dell'et\u00e0) sposa la vedova mega Duchessa Anna Angelina Komnenos, figlia dell'imperatore di Bisanzio, che a sua volta era la vedova del principe Guglielmo II di Villehardouin. Anna Angelina Komnenos diventa automaticamente proprietaria di diversi possedimenti nel Peloponneso. Una di queste acquisizioni fu il luogo dove aveva deciso di stabilire il suo castello, \u201cNavarino Vecchio\u201d. Lo fece con la tipica muratura dei castelli crociati, con torrette aguzze finemente sagomate a \u00abv\u00bb che ricordano i dolci e riportano alla mente il famoso castello dei Cavalieri di Rodi, visitato da ogni viaggiatore.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Quindi, il castello dopo la morte di Geronicola, passa in possesso del nipote Niccol\u00f2 III, protostratore di Acaia, ma il destino volle una storia conosciuta di tutti i castelli greci. Nel 1381 lo travolge la compagnia spagnola di Nafarraion, dopo mezzo secolo, i veneziani, dopo i turchi e cos\u00ec via.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Oggi la vecchia fortezza, sebbene dimenticata e la sua storia rimanga sconosciuta a molti (anche la verit\u00e0 \u00e8 che \u00e8 caratterizzata da persone che ne scrivono come veneziana), mentre rimane ancora in uno stato che, paragonato ad altri castelli franchi nel Peloponneso, \u00e8 eccellente. Ciononostante, rimane ai margini e ci\u00f2 probabilmente a causa della distanza che la separa dalla citt\u00e0 di Pilo. Dunque, tutta la pubblicit\u00e0 direbbe che, dato il precedente castello che abbiamo visto, il turco Niokastro. Ma a parte la storia di Palaeokastro, la collina rocciosa a ridosso della costa che funge da sua base, ha altre meraviglie che ci sono state a detta. Sulle ripide pendici del promontorio, proprio sotto l'ultimo pezzo del castello si annida una grotta che la gente del posto \u00e8 solita soprannominare \u201cGrotta di Nestore\u201d.\u201d<\/p>\n<p>Forse non un caso, poich\u00e9 si sa che nei tempi antichi, ai tempi di Omero, Nestore, che partecip\u00f2 alla guerra contro i Centauri e i Lapiti, agli Argonauti, alla guerra di Troia e ad altri eventi mitici e non minori, era re di Pilo. La grotta ha la sua leggenda e con questa chiuderemo questo tour: Secondo un'antica tradizione, nel buio della stanza, l'astuto dio Hermes-giovane quando lo ero ancora-condusse cinquanta mucche che aveva rubato a Olympus da Apollo. Quando se ne accorse, capovolse il mondo per scoprirle. E quando la trovarono, afferrarono l'astuto zooklefti e lo condussero dal padre degli dei Zeus per pagare l'offesa. Per salvare Mercurio dalla punizione, prese una lira che aveva fatto in precedenza e inizi\u00f2 a suonarla per incantare Apollo infuriato e porre fine all'incomprensione. E cos\u00ec fece, infatti, vincendo la mandria, poich\u00e9 incantato dal suo suono, il luminare degli dei scambi\u00f2 le cinquanta vite che custodiva con la sua lira.<\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>The Peloponnese at all unfairly classified by historians and medievalist of the last centuries, as the place with the most across Greece castles. 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